Ambiente

Distruzione ambientale, amianto sotto le dune al Bagno Irene

Dopo la vicenda del rinvenimento di una discarica di amianto nascosto sotto la sabbia del Bagno Irene – a Poveromo di Massa – è stato ascoltato Luca Giannelli, vicepresidente del WWF Alta Toscana Onlus, che da anni monitora la zona.

Con il Corpo Forestale abbiamo effettuato vari sopralluoghi, anche con l’elicottero – spiega Giannelli – Teniamo monitorato il Bagno da circa 30 anni ormai. Infatti su quelle dune erano presenti dei rarissimi esemplari di verga d’oro delle spiagge, una pianta rarissima ed endemica del litorale massese. Le dune però sono andate distrutte dalle ruspe utilizzate dai gestori del bagno per la bonifica del luogo. A quanto mi risulta le autorizzazioni che avevano ricevuto dal comune di Massa riguardavano solo la pulizia del secco e una generica rimozione dei rifiuti. Per poter lavorare con le ruspe o anche potare avrebbero dovuto richiedere un’autorizzazione alla Soprintendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici di Firenze che ha posto un vincolo su quell’area. Invece nel corso dei lavori è stato distrutto l’humus del sottobosco mediterraneo, come ad esempio i rarissimi gigli marini, mentre i cespugli di ginepro sono stati potati in maniera disastrosa, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Dopo la segnalazione del WWF e di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del comune, i lavori erano stati bloccati, a quanto mi risulta in data 27 febbraio. Quindi l’eternit dalla sabbia sarebbe stato rimosso mentre i lavori dovevano essere fermi e non mi è chiaro come sia stata scoperta la sua presenza. Infatti i gestori del Bagno si erano già rivolti ad una società privata di Massa Carrara che aveva certificato che sul posto non erano presente rifiuti pericolosi. Ora mi rendo conto che dopo il tornado o il cattivo tempo sia potuto approdare sulla spiaggia qualsiasi tipo di rifiuto, ma perchè non avvisare Arpat e comune per stilare un piano di bonifica?” Secondo quanto afferma Giannelli i gestori avrebbero invece hanno fatto trovare i rifiuti già rimossi in sacchi bianchi senza avvisare nessuno e così facendo avrebbero distrutto parte dell’ecosistema della zona, creando un gravissimo danno ambientale.
“Giovedì – prosegue il vicepresidente di WWF Alta Toscana Onlus – noi e Italia Nostra siamo stati ascoltati dalla Commissione Ambiente del comune insieme con il professor Ugo Macchia, che è uno dei maggior esperti italiani di dune e della biodiversità che le caratterizza, che conosce bene la zona conoscendola sin da bambino. A mio avviso il patrimonio ambientale e paesaggistico è stato colpito duramente e i danni fatti avranno delle ripercussioni sull’ambiente locale”.